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Banche Offshore
L’Offshore Banking può essere definito come l’utilizzo dei servizi di un istituto bancario e/o finanziario che ha sede in una giurisdizione o nazione differente da quella del cliente.

Di consuetudine si considerano offshore le banche collocate nei cosiddetti paradisi fiscali, considerati tali anche per la capacità di fornire segretezza e confidenzialità maggiori rispetto agli istituti domestici. Il termine offshore ha origine nelle Channel Islands britanniche, conosciute come veri e propri paradisi fiscali collocati al di fuori del territorio della Gran Bretagna. Queste isole, nel corso degli anni, sono diventate dei centri bancari internazionali grazie ai benefici fiscali e alla loro regolamentazione favorevole. Possono essere ritenute un’ottima opzione nel caso di trasferimento di patrimoni all’estero, oppure per scopi di risparmio e/o investimento.

Analogamente, i conti bancari offshore sono spesso soggetti a minori restrizioni governative rispetto a quelli domestici. Questo permette anche di poter detenere diverse tipologie di conti offshore e di poterli gestire per diversi scopi. I servizi offerti sono gli stessi che si possono usufruire negli istituti domestici, tra cui conti di risparmio o conti correnti personali e aziendali, giusto per citarne qualcuno. Questi centri finanziari offshore offrono la possibilità di effettuare transazioni via internet banking, come ad esempio bonifici e trasferimenti di fondi. Le carte di credito e debito emesse nelle banche offshore sono accettate in tutto il mondo. Queste possono erogare prestiti, mutui e finanziamenti. Alcuni istituti forniscono anche conti anonimi per garantire un livello extra di riservatezza. Altri si focalizzano sulla gestione degli investimenti e sulla custodia dei patrimoni. Spesso offrono servizi di amministrazione del patrimonio di aziende, gestione di fondi e trust e di transazioni in valuta estera.

I servizi di private banking hanno spesso la caratteristica di essere fortemente personalizzati sulle esigenze specifiche del cliente.

Tra i numerosi vantaggi dell’offshore banking il primo è certamente la riservatezza, dato che spesso le entità offshore hanno meno obblighi riguardo la rivelazione di dati personali o informazioni finanziarie. A meno che non ci sia prova del coinvolgimento del cliente in attività criminali, questi non verranno comunicati ad autorità governative e/fiscali esterne.

Inoltre, dato che spesso i centri finanziari offshore sono situati nei cosiddetti paradisi fiscali, il patrimonio è libero da qualsiasi forma di tassazione, oppure questa è molto limitata. L’efficienza fiscale è quindi certamente un altro importante vantaggio del trasferimento offshore dei propri assets. Ad esempio, se si cerca di entrare in possesso del proprio patrimonio nella propria nazione di residenza si potrebbe essere soggetti a un debito d’imposta. L’Asset Protection è un altro dei principali benefici offerti dall’offshore banking. Possedere conti bancari offshore permette di proteggere il proprio patrimonio da una burocrazia troppo invadente, cause legali e confische.

Con queste premesse, spesso nasce spontanea la domanda: ma l’offshore banking è legale?

Certamente. Quello che non è legale, e che purtroppo spesso è associato all’offshore banking creando fraintendimenti, è utilizzare i suoi vantaggi a scopi di evasione fiscale.

L’offshore banking inoltre è spesso considerato sinonimo di attività criminose come il riciclaggio di denaro sporco.

Cerchiamo quindi di chiarire la differenza tra legale e illegale ed esaminiamo i motivi per cui l’offshore banking è da considerarsi a tutti gli effetti un’attività lecita.

Tecnicamente, trasferire il proprio denaro dalla propria nazione di residenza a un’altra giurisdizione è da considerarsi un’attività di offshore banking, anche se il paese di destinazione non è un paradiso fiscale. Questa è la ragione principale per cui l’offshore banking è un’attività legale. Infatti, come può essere illegale trasferire denaro da una nazione a un’altra? Gli individui e le imprese, piccole e grandi, e anche i governi hanno tutti la necessità di movimentare, prima o poi, denaro all’estero. Se questa attività fosse illegale, l’economia globale avrebbe degli insanabili problemi alla base. Ad esempio, moltissimi individui ordinano prodotti su ebay, amazon in altri paesi. E usano conti paypal per trasferire fondi. I governi stessi sono coinvolti in attività di import export. Quindi nessuno può impedire a un altro di trasferire o ricevere denaro dall’estero. E’ un processo legale e avviene quotidianamente. Quello che NON è legale è usare i servizi di offshore banking per evadere le tasse.

A seconda della nazione di residenza, può essere illegale trasferire o guadagnare denaro all’estero e non dichiaralo fiscalmente. Questo dipende dal regime fiscale dello stato di provenienza. Esistono certamente metodi, totalmente legali, per ridurre il carico fiscale, come ad esempio trasferire denaro all’estero per determinati periodi di tempo, ricorrendo a conti correnti offshore e/o alle IBC, per fare qualche esempio. Vale la pena ricordare inoltre che molte nazioni non tassano denaro guadagnato al di fuori dei propri confini. Spesso non impongono oneri fiscali neanche agli interessi sui conti correnti. E questo certamente è un indubbio punto a favore dell’offshore banking.

Concludendo, l’offshore banking offre numerosi vantaggi che includono (ma non sono limitati a):

- riservatezza

- protezione da cause legali particolarmente aggressive

- conti bancari maggiormente strutturati e tassi d’interesse più competitivi

- accesso globale al proprio patrimonio

- possibilità di gestire più valute

- accesso a opportunità finanziarie globali

- possibilità di usufruire di servizi bancari in una giurisdizione stabile dal punto di vista economico e politico

(es. Svizzera, Lussemburgo).

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